Che cos’è la blockchain
La tecnologia blockchain in realtà non è stata inventata nel 2008 insieme al Bitcoin e alle criptovalute. Si tratta di un insieme di tecnologie che già esistevano come l’hash, la crittografia e come lo sha256, uno degli algoritmi più utilizzati a livello informatico al giorno d’oggi.
Blockchain significa letteralmente catena di blocchi, ed è esattamente un registro, un database diviso in blocchi a sua volta divisi in dati, file.
Come funziona la blockchain
Vediamo ora come funziona nel dettaglio la blockchain. Ogni informazione, ogni transazione che avviene sulla blockchain, va a finire nei blocchi, ecco poi cosa succede:
1. Validazione dei dati
Prima di finire nei blocchi di dati, l’informazione viene validata e verificata da un insieme di utenti con i loro rispettivi computer che sono i miners.
2. Inserimento dell’informazione nei blocchi
Quando la maggioranza ha verificato la veridicità di quelle informazioni e di quelle transazioni, allora la transazione viene correttamente inserita nella blockchain in uno di quei blocchi e si può passare al blocco successivo.
3. Chiusura crittografica dei blocchi
I blocchi vengono aperti e chiusi crittograficamente ogni 10 minuti. All’interno di quei 10 minuti vengono registrate tutte le transazioni che sono avvenute in quel momento.
4. Generazione Hash Crittografico
Allo scadere dei 10 minuti viene applicato un hash crittografico: viene estrapolato un codice univoco a partire da tutte le informazioni presenti in quel blocco, e viene inserito nel blocco precedente, quasi come di incatenare due blocchi.
Per questo la blockchain è inhackerabile: nessuno può aprire o è in grado di far aprire ogni singolo blocco precedente rispetto al blocco attuale.
Se ciò dovesse avvenire l’hash, quindi quel codice univoco, cambierebbe e a catena cambierebbe su ogni singolo blocco dalla creazione fino ad oggi, quindi il sistema si accorgerebbe dell’intrusione e della manipolazione di un dato e renderebbe nulla l’azione.
Uno degli svantaggi della blockchain è che non conosciamo chi sia stato ad applicare tutte queste tecnologie già esistenti e a creare il sistema blockchain.
Può essere un informatico o un cittadino qualunque che ha voluto creare questo sistema per dare un proprio contributo alla comunità. Ma potrebbe anche essere un’associazione o un’istituzione bancaria che un domani deciderà di uscire allo scoperto e utilizzare i propri bitcoin, che ad oggi ammontano ad oltre un milione di bitcoin, per diventare una banca centrale di se stesso. Sarebbe un grosso paradosso e potrebbe far collassare l’intero sistema.
Però non è ancora avvenuto, anzi essendo la blockchain Open Source, chiunque può vedere le transazioni all’interno e chiunque può vedere verificare che il primo indirizzo obiettivo e dunque attribuito al creatore non è mai stato toccato. Quindi Satoshi Nakamoto, o chi si cela dietro questo nome, non ha mai utilizzato un solo centesimo di ciò che ha generato il sistema dalla sua origine.
La vera rivoluzione alla base della blockchain è l’assenza totale di un intermediario.
Infatti puoi accettare e inviare denaro, documenti e contratti in maniera quasi gratuita, immediata e senza il bisogno di una terza parte fiduciaria, quindi senza l’intervento di una banca, del sistema di pagamento della carta di credito, di un circuito privato di una piattaforma. Sei solo tu e la persona a cui devi inviare quel denaro o informazione.
Il sistema blockchain è sempre più utilizzato per tenere al sicuro prove di tribunale, testamenti, atti di proprietà, documenti ufficiali che non devono essere condivisi all’esterno. Vediamo ora alcuni esempi di che cosa si potrebbe fare in futuro con la blockchain.
Applicazioni pratiche future della blockchain
Elezioni blockchain
La blockchain potrebbe in futuro essere applicata alle elezioni,
La crittografia alla base della blockchain potrebbe garantire la sicurezza e la democrazia nel voto che viene effettuato.
Trasporto ferroviario con la blockchain
In futuro potrebbe esservi la possibilità di acquistare un biglietto e nel caso il treno arrivasse in ritardo di essere in automatico rimborsati di quel ritardo sul proprio conto.
Pagare le tasse con la blockchain
Si potrebbe utilizzare il sistema blockchain per il pagamento delle tasse. Ognuno potrebbe pagare la rispettiva tassa tramite criptovalute e dunque lo Stato potrebbe usufruire di quel denaro in tempo reale. Allo stesso modo noi cittadini potremmo vedere come viene speso il nostro denaro se viene speso per i servizi per cui abbiamo pagato, se rimane in cassa o se viene dato a persone che non devono ricevere quel denaro.
Beneficenza con le criptovalute
Sarebbe possibile poter fare delle donazioni a seguito di una catastrofe naturale e dare alle persone la possibilità di spendere subito quel denaro, senza aspettare anni e con la certezza che quella persona ha realmente ricevuto quel denaro. Non ci sarebbe un intermediario finanziario come oggi quando si raccolgono i soldi con gli sms e si scopre sempre che non tutti quei soldi arrivano a chi dovrebbero arrivare.
Scomparirebbero i notai
Non servirebbe più utilizzare il notaio perché ogni singolo atto di proprietà potrebbe essere registrato e certificato e rimarrebbe eterno in blockchain, nessuno potrebbe mai più modificare quel dato.
Assicurazioni in blockchain
Gli incidenti automobilistici non ci farebbero perdere più tanto tempo perché subito dopo un incidente in automatico le automobili potrebbero interfacciarsi con la blockchain e comunicare i dati di quell’incidente L’assicurazione avrebbe la certezza che l’incidente è realmente accaduto quindi sarebbe in grado di pagarci all’istante tramite criptovalute.
Tutto ciò si traduce in minor tempo speso in lunghe trafile burocratiche.
Sono sempre di più le associazioni e unioni di avvocati, commercialisti, notai, liberi professionisti che ricercano e sviluppano strategie business legate al mondo della blockchain perché hanno capito che questa tecnologia sta rivoluzionando anche il loro settore.
Applicazioni della Blockchain: Smart Contract
Uno Smart Contract non è altro che la trasposizione in codice di un contratto.
Tutto ciò che è un accordo, contratto un patto tra persone o società può essere inserito e trasformato in un codice automatico.
Ad esempio un distributore automatico di caffè: nel momento in cui inseriamo la monetina e aspettiamo il caffè quella macchina sta effettuando uno smart contract , sta valutando i requisiti necessari ad una conseguente azione. Solo dopo aver inserito il denaro, la macchina può erogare il caffè: questo non è altro che uno smart contract, un contratto intelligente automatico che permette a un oggetto intelligente o una macchina automatica di svolgere un’azione solo in base al verificarsi di determinati requisiti.
Applicazioni della Blockchain: ICO
Un ICO invece è una sorta di IPO, un’offerta pubblica d’acquisto, solo che invece di essere effettuata su un azienda che si sta per quotare in borsa o che apre al pubblico investimenti in quote societarie, si concretizza su un nuovo progetto strettamente legato all’emissione di una nuova criptovaluta.
Un qualsiasi progetto o idea che necessita l’emissione di una nuova criptovaluta, dunque l’utilizzo di tecnologia blockchain, può proporsi al pubblico.
Qualsiasi utente può investire in questa ICO, che sta per Initial Coin Offering. Così entrando a far parte del progetto e investendo delle criptovalute, l’utente riceverebbe in cambio dei token, ovvero una promessa di ricevere in futuro la criptovaluta associata a quel progetto una volta creata.
Pro e contro delle ICO
Le ICO presentano pro e contro, che sono sono:
Pro: è un investimento più liquido rispetto al crowdfunding
Con una ICO non abbiamo quote della società ma delle criptovalute, dunque possiamo venderle sul libero mercato in qualsiasi momento
Contro: Assenza di regolamentazione
Molti paesi e governi stanno iniziando a creare leggi per monitorare tutto ciò ma ad oggi non esistono garanzie legali quindi la persona a cui daremo il denaro potrebbe sparire con i nostri soldi.
Applicazioni di uno Smart Contract
Pensiamo ad esempio ad un leasing della macchina. Acquistiamo una macchina a rate e in automatico attraverso uno smart contract collegato al nostro conto in banca e alla proprietà di chi ci sta vendendo l’auto potrebbe registrare ogni mese la rata che noi dobbiamo pagare. Se non dovessimo pagare la rata il motore non parte.
Perché lo smart contract non ha dato l’input all’automobile dell’accensione del motore, perché non è stato rispettato il requisito per l’accensione, ovvero il pagamento della rata.
Uno smart contract può applicarsi anche ad un affitto o a un pagamento di una proprietà: nel momento in cui si smette di pagare la porta non si apre.
Questo è possibile anche fra contratti: nel momento in cui non si verifica un determinato requisito la controparte non riceverebbe l’azione conseguente, quindi se ad esempio una parte non riceve il denaro (input) non sarà dato il via ad una certa azione o non sarà sbloccato il bene associato al contratto.
E tutto ciò avverrebbe in automatico.
Pensiamo ad esempio come ciò rivoluzionerebbe il pagamento dei diritti di autore.
Spesso si tratta di transazioni centesimali ma applicate a decine e decine di persone diverse: ogni volta che viene ascoltata una canzone o viene trasmesso un determinato video o viene fatta circolare una foto protetta da copyright, ogni volta che viene utilizzato un brevetto, con uno smart contract tutto questo verrebbe recepito in automatico e in tempo reale, al momento esatto dell’utilizzo, la persona che deve ricevere le royalties riceverebbe quel guadagno.